Lo abbiamo raccontato ieri: per 1 italiano su 3 la prossima auto sarà ibrida o elettrica, con il 27% pronto a mettersi in garage un modello con doppia motorizzazione endotermico-elettrico. Un cambiamento di gusti da parte degli automobilisti del Bel Paese che già oggi sta smuovendo il mercato: a ottobre infatti le auto ibride hanno sfondato il muro del 4% delle vendite, assestandosi al 4,2%. Se si considera unicamente il mercato dei privati la quota sale addirittura al 5,2%. Giusto per dare qualche altro numero a ottobre 2017 sono state 6.636 le auto ibride vendute, un balzo del 90,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il totale da gennaio a oggi fa 54.735, +74,4% rispetto al 2016.

Due motori sono meglio di uno

Un’ascesa che per ora non intacca lo strapotere delle auto diesel (ancora saldamente in testa alle vendite, nonostante il futuro non proprio roseo per loro) e benzina, ma che rosicchia quote di mercato al metano. Rispetto allo scorso anno infatti la quota della doppia alimentazione è crollata del 29,5%. Il motivo è presto detto: la scarsa diffusione di aree di servizio col metano e l’impossibilità di fare il pieno in modalità self service. Conterà poi molto poco su base nazionale, ma potrebbe essere un esempio seguito da altri comuni, l’ingresso a pagamento nell’Area C di Milano. Auto che fino a qualche tempo fa erano soggette ad ecoincentivi, ora pagano per entrare in una zona a traffico limitato. Meglio quindi virare sull’ibrido: i consumi calano sensibilmente, si entra gratis in Area C (e atre ztl) e in alcuni comuni parcheggiano gratis nelle strisce blu. Rimane invece lontana la quota di mercato delle auto GPL, con 110.476 unità vendute nel primi 10 mesi del 2017 e +27,6% rispetto al 2016. Se però le vendite di auto ibride continueranno a registrare crescite importanti come quelle degli ultimi mesi, già verso la fine del 2018 potrebbe esserci un clamoroso sorpasso. E se poi arrivassero degli incentivi seri nella prossima legge di bilancio…

Il futuro è ibrido

Con amministrazioni comunali e nazionali sempre più concentrate a studiare politiche per l’abbattimento delle emissioni e lo stop ad auto con motori endotermici, l’ibrido prende sempre più piede perché è l’alternativa più comoda. Non richiede la presenza di particolari infrastrutture, anche se per le ibride plug-in la presenza di colonnine è importante, ma non fondamentale e non porta l’automobilista a soffrire di range anxiety: la paura che l’autonomia non basti per raggiungere la meta. Tutto il contrario dell’auto elettrica, un’alternativa sempre affascinante ma attualmente ancora poco percorribile. Anche loro stanno crescendo per quanto riguarda le quote di mercato (220 unità vendute a ottobre e 1.645 da inizio anno, +49,7% rispetto al 2016) ma rappresentano ancora mosche bianche in un ecosistema che non può ancora prescindere da carburanti tradizionali.